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PEDAGOGIA VERIFICHE PAG 213-214
SOCIOLOGIA VERIFICHE PAG 227
PEDAGOGIA VERIFICHE PAG 199-200
VERIFICA PSICOLOGIA PAG 193
PSICOLOGIA  LA FAMIGLIA  In psicologia  con il termine "famiglia" si intende il primo ambiente in cui il singolo individuo è inserito , ambiente che permane nella maggior parte dei casi per tutta la vita.  Il rapporto con i familiari contribuisce a fornire molti degli strumenti fondamentali per l’inserimento nella comunità.  Il progetto educativo della famiglia richiede un’armonia dei rapporti fra i vari membri della famiglia e una crescita equilibrata delle loro personalità. Questo progetto spesso viene realizzato in modo inconsapevole, attraverso la creazione di una rete di relazioni e messaggi, che definisce le aspettative reciproche e l’identità di chi ne fa parte. La famiglia è una vera e propria istituzione che si assume compiti educativi riguardanti la trasmissione dei valori sociali e l’integrazione dei suoi membri nella società. I conflitti tra famiglia e società e quelli tra appartenenti di una stessa famiglia possono essere affrontabili ...
ANTROPOLOGIA  COMUNICAZIONE Senza la presenza della scrittura le parole non hanno un’esistenza duratura: infatti rimangono semplicemente degli “eventi” e dopo essere state pronunciate svaniscono.  La diffusione della scrittura ha inciso fortemente sul modo di pensare degli esseri umani, specialmente per quanto riguarda le tecniche mnemoniche. Se infatti precedentemente alla scrittura, l’unico modo per ricordare lunghe sequenze argomentative era quello di pensare per moduli mnemonici ripetitivi, ottenendo effetto omeostatico (delle conoscenze del passato viene trasmesso solo ciò che interessa il presente), con conseguente cancellazione di ciò che è ritenuto inutile dal punto di vista pratico, con la scrittura vi è stato una sorta di “Addomesticamento del pensiero”, come sostenuto dall’antropologo inglese Jack Goody.  La scrittura permette infatti di riflettere su parole e frasi fissate in un testo, consentendo all'uomo di sviluppare un pensiero più ampio di qu...
SOCIOLOGIA  IL CONFLITTO Più ancora del mutamento, il disordine è spesso causato dal conflitto.  In ogni società esiste un ordine sociale, ovvero tutto un insieme di norme che molto spesso sono correlate alla subcultura: ovviamente l'esistenza di alcune norme implica anche la possibilità dea loro trasgressione, ed è proprio qui che nasce il conflitto sociale. Il conflitto tra individui e tra gruppi sociali è un elemento che non può essere eliminato dalla società. Esso può assumere caratteristiche positive, qualora comporti la risoluzione di problematiche intrinseche, oppure negativamente se comporta solo disordine. Generalmente però, si può dire che il confitto sociale nasca dalla incompatibilità degli obbiettivi perseguiti dai vari soggetti sociali, sia persone che gruppi. Questo accade perché, ogni individuo mira alla realizzazione unicamente dei propri scopi. CONDIZIONI DEL CONFLITTO: Le condizioni del conflitto sociale sono svariate. Una delle più comuni è la s...
SOCIOLOGIA   IL DISORDINE   Nella società esiste anche il disordine , sotto forma di cambiamenti, conflitti, criminalità, che necessita di essere sociologicamente compreso. In ogni società si verificano periodicamente dei mutamenti di vario tipo: trasformazioni del costume, rivoluzioni di classe, cambiamenti degli assetti statali, tramonto di vecchie istituzioni e nascita di nuove. Poiché la società tende a irrigidirsi nelle sue strutture, e quindi a conservare se stessa e a perpetuarsi immutata nel tempo, il mutamento sociale sembra essere un fatto difficile da spiegare. Tuttavia esso non solo è sempre esistito, ma è divenuto con il tempo una delle caratteristiche distintive della nostra società .  Infatti la società moderna è quella in cui più che mai il cambiamento  e l’innovazione sono diventati un valore in se stessi, un obiettivo da perseguire , al punto che ne è derivato un vero e proprio mito del progresso. Il mutamento sociale può essere def...
LA PROPOSTA PEDAGOGICA  DI ROUSSEAU   Jean-Jacques Rousseau non si era mai occupato di questioni educative prima del 1762, anno in cui scrisse Emilio o dell’educazione , il trattato che ne accrebbe la fama in tutta Europa.  Il primo libro de L'Emilio di Rousseau si apre con l'enunciazione del gran principio della bontà originaria dell'uomo e della sua degenerazione nei rapporti sociali. Ma Rousseau sostiene che la crescita del bambino dipende dall'educazione. Tutto ciò che abbiamo quando nasciamo ci viene fornito dall'educazione, impartita da "tre maestri": la natura , gli uomini e le cose . La natura provvede allo sviluppo interno delle nostre facoltà e dei nostri organi; gli uomini all'uso che ne facciamo; le cose all'acquisizione dell'esperienza e degli oggetti. Se i contributi di queste tre educazioni si contraddicono, l'alunno sarà educato male . Rousseau poi, elenca una serie di errori pratici nell'educazione ...
PEDAGOGIA  L'EDUCAZIONE DEL GENTLEMAN John Locke descrisse con grande acutezza e modernità l’ideale educativo del futuro gentleman, rivolgendosi essenzialmente ai figli del nuovo ceto imprenditoriale e mercantile, che si stavano abilmente aprendo la strada nella società inglese. Questo argomento è l’oggetto del brano che segue, tratto dal celebre romanzo La fiera della vanità (1848) dell’inglese William M. Thackeray. Nel romanzo l’autore fa muovere una girandola di personaggi dell’alta società inglese, descritti impietosamente nelle loro più imbarazzanti debolezze e inguaribili vanità. L’episodio riportato rievoca questa “atmosfera sociale”: è il resoconto dei pensieri e dei progetti di un ricco inglese, il vecchio Osborne, sul proprio nipote, Georgy Osborne. Il vecchio Osborne, interessato solo al denaro, vagheggia per il nipotino un’educazione di prim’ordine. Questo desiderio è del tutto strumentale: il suo unico e palese interesse è che Georgy diventi un vero gentleman cos...
PEDAGOGIA   LOCKE E LA SOCIETA' INGLESE TRA SEICENTO E SETTECENTO Empirista, amico di Isaac Newton, negò l’esistenza di idee innate, affermando invece che vi sono solo quel- le originate dall’esperienza sensibile. Non esiste, quindi, l’idea innata di Dio, tanto   è vero che popoli diversi ne hanno idee diverse. Nel 1693 Locke pubblicò una raccolta di “ pensieri sull’educazione ” , un’opera presto tradotta e diffusa in Europa e in America che per circa un secolo rappresentò un ineludibile punto di ri- ferimento. Il testo è denso di critiche al sistema educativo del tempo: Locke  lamentava l’inutilità dell’apprendimento del latino e del greco «formalmente appresi, senza che siano però compresi i valori che queste lingue esprimono e che resero così eccezionali gli uomini da cui furono parlate».   Egli auspicava invece l’ampliamento dell’insegnamento della lingua nazionale e del francese ,la lingua a più ampia circo...
PEDAGOGIA ILLUMINISMO ED EMPIRISMO Nel corso del Settecento, in tutto il continente europeo ebbe luogo un intenso dibattito sui metodi e sui fini dell’educazione e dell’istruzione. Tale dibattito determinò il ripensamento di molte delle pratiche sino ad allora impiegate nell’allevamento e nell’educazione dei figli all’interno delle famiglie e una revisione dell’organizzazione e della gestione delle scuole da parte delle monarchie assolutistiche. Uno dei fattori che portarono al ripensamento dei compiti e delle finalità dell’educazione fu senz’altro l’affermarsi di una diversa concezione delle facoltà cognitive dell’uomo, che ebbe tra i suoi ispiratori John Locke.  Nel Settecento si fece largo, infatti, una nuova idea del funzionamento della mente e delle capacità di apprendimento. Il contributo della medicina: Nel rendere possibile il miglioramento, nel corso del XVIII secolo, della ...
PSICOLOGIA  IL RUOLO SOCIALE(PSICOLOGIA SOCIALE)
PSICOLOGIA  IL GRUPPO Ogni individuo, nella vita quotidiana, è immerso in una rete di relazioni: è in contatto con altri e vive esperienze di gruppo. La psicologia sociale ha ampiamente studiato i gruppi, che costituiscono una realtà diffusa e significativa, evidenziandone le caratteristiche e le dinamiche. Ma che cosa si intende precisamente per gruppo?  Il sociologo Robert  Merton  lo definisce come «un insieme di individui che interagiscono secondo determinati modelli, provano sentimenti di appartenenza al gruppo, vengono considerati parte del gruppo dagli altri membri». Secondo tale definizione, un insieme di persone per essere considerato un gruppo sociale deve avere le seguenti caratteristiche:  ■ interazione : un gruppo è costituito da persone che interagiscono tra loro, entrano in relazione, comunicano; gli spettatori al cinema non costituiscono un gruppo, poiché non interagiscono tra di loro;  ■ appartenenza : i membri del gr...
PSICOLOGIA  TEORIA DI ALLPORT I tratti sono caratteristiche della personalità che rimangono stabili nel tempo e determinano i comportamenti individuali. Allport individua tre diverse tipologie:  ■ i tratti cardinali sono quelli che influenzano ogni azione individuale, poiché riguardano disposizioni molto pervasive della personalità (per esempio il sadismo come descritto dal Marchese de Sade);   ■ i tratti centrali sono disposizioni che emergono in una serie di situazioni: la persona onesta e sensibile, per esempio, si dimostrerà tale in un’ampia gamma di situazioni, ma non in tutte;  ■ le disposizioni secondarie sono invece meno evidenti ma possono emergere in diverse situazioni.  Allport riconosce dunque l’importanza della situazione in cui l’individuo si trova ad agire, in cui esprime alcune caratteristiche di personalità anziché altre: il timido può superare la sua timidezza in un ambiente in cui si sente a suo agio, viceversa sentir...
PSICOLOGIA  LA TEORIA DI LEWIN  Lewin, ampliando le teorie della scuola della Gestalt sulla percezione, elaborò la teoria del campo, che descrive la realtà psichica nei termini di un sistema dinamico comprensivo di persona e ambiente. Il concetto di “campo”, ripreso dalle scienze f- siche, si riferisce a un sistema globale di forze in movimento, le cui leggi non dipendono dagli elementi presenti nel campo stesso ma dalle loro  relazioni. Lewin considera il mondo psicologico, ovvero tutto ciò che influenza un comportamento, come un campo costituito da una totalità di fatti, o elementi, coesistenti e reciprocamente interdipendenti: la persona (P) e l’ambiente (A). Persona e ambiente vanno visti come un solo campo, in cui l’individuo  è modificato dall’ambiente e viceversa. Ogni individuo distingue i va- ri aspetti del sé (P), per esempio l’aspetto fisico, e distingue tra i vari aspetti dell’ambiente (A).  Lewin enuncia così la sua ipotesi: ogni ...
PSICOLOGIA   I diversi sé nella teoria di Neisser Lo psicologo  Ulric Neisser sostiene che esistono diversi sé perché diverse sono le influenze subite dal bambino durante il periodo di sviluppo.  È possibile allora distinguere diversi sé. ■ Il sé ecologico deriva dall’interazione con l’ambiente fisco: l’individuo è la persona che qui e ora sta svolgendo una particolare attività. Il sé ecologico ha origini precoci: pare che già a 3 mesi il bambino percepisca lo stesso tipo di mondo che percepiscono gli adulti, fatto di soggetti distinti, solidi, permanenti, di cui il proprio sé è uno. ■ Il sé interpersonale è il risultato delle interazioni con altre persone, nelle quali l’individuo riesce a percepire gesti, parole, espressioni del suo interlocutore. La percezione interpersonale è ben presto accompagnata, nel procedere dello sviluppo, da altre forme di conoscenza. Il bambino impara che gli altri non partecipano soltanto alle interazioni, ma hanno...
PSICOLOGIA  L'autoconservazione e l'autopresentazione Ogni individuo, all’interno di un gruppo, spesso tenta di comportarsi in modo da suscitare negli altri delle reazioni che lo gratificano. Egli cerca infatti di presentarsi agli altri conferendo una certa immagine di sé, tale processo è chiamato auto presentazione. A livello cognitivo esistono dei meccanismi inconsci di autoconservazione che permettono di mantenere stabile la rappresentazione di se stessi. Ognuno di noi elabora uno schema acquirente di se stesso che utilizzerà per elaborare le informazioni a lui arrivate: le informazioni conformi al suo schema verranno elaborate rapidamente mentre le altre con meno velocità. La gestione della propria opinione di sé risulta fondamentale nel momento in cui ci si relaziona con altri soggetti. Proprio nell'interazione con altri soggetti possiamo cogliere infatti coloro che risultano essere maggiormente predisposti per ruoli di leadership e distinguerli da coloro che i...
PSICOLOGIA SULLIVAN E LA TEORIA DELLO SVILUPPO DI SE'  Lo psicoanalista americano Harry Stack Sullivan definisce il sé come l’immagine che ognuno di noi ha di se stesso: come ci vediamo, che opinioni abbiamo di noi. Tale concezione comincia a formarsi già durante la prima infanzia. , ritiene che proprio durante i primi 6 anni di vita si formino le inclinazioni fondamentali all'amore o all'odio verso se stessi, che influenzeranno lo stile di vita dell’individuo. Il concetto di sé non è un’immagine statica né stabile nel tempo: essa cambia, a volte anche rapidamente, in relazione ai rapporti sociali. Infatti sono gli altri a fungere da specchio, ossia a rimandarmi ciò che pensano di me, e di conseguenza le loro opinioni influenzeranno le mie. E siccome i rapporti sociali cambiano spesso nella vita, anche l’immagine di sé è dinamica. È evidente, dunque, che impariamo a conoscerci attraverso le reazioni altrui ai nostri comportamenti, mediante le lor...